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Arma (araldica)
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mwba Un'mwbqarma o mwbgarme, in mwbwaraldica, è una mwcarappresentazione grafica mwcqsimbolica avente lo scopo di consentire l'identificazione di una mwcgfamiglia,cite-ref-1[1] di un mwdwente o di un mweagruppo sociale, e l'eventuale individuazione di un soggetto specifico all'interno di uno dei suddetti gruppi di riferimento.cite-ref-ginanni-2-0[2]

Contents

Note

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Origine e utilizzo del termine

L'origine del nome deriva chiaramente dall'uso di rappresentare gli stemmi direttamente sugli scudi, sulle mwgacotte d'armi, sulle mwgqgualdrappe e sulle bandiere per renderli chiaramente visibili nella concitazione della battaglia.

Comunemente il termine mwgwarma è considerato sinonimo del più frequente mwhastemma, anche se in molti casi quest'ultimo è utilizzato per indicare solo lo mwhqscudo araldico, una delle componenti dell'arma, insieme con gli mwhgornamenti esteriori. Gli ornamenti esteriori hanno la funzione di evidenziare il grado di mwhwnobiltà,cite-ref-ginanni-2-1[2] le funzioni, il rango del titolare (mwjamantello, mwjqelmo, mwjgcorona, mwjwsupporti, ecc).

Classificazione

Quando gli araldisti si occuparono di ordinare e dividere il complesso argomento della scienza araldica, idearono anche un'articolata suddivisione delle armi distinguendole in:

• armi arbitrarie,cite-ref-ginanni-2-2[2] quelle prese da alcuni, di oscura origine, per capriccio e non per merito o legale concessione
• armi assuntive, quelle che assumeva per diritto chi, pur non avendo armi proprie per nascita, aveva compiuto una grande impresa come quella di far prigioniero, in guerra giusta,cite-ref-ginanni-2-3[2] un Principe o un Nobile e con tale gesta acquistava lo mwnqjus, per sé e per i suoi eredi, di portare lo scudo del prigioniero
• armi brisate,cite-ref-ginanni-2-4[2] quelle alle quali fu aggiunta qualche mwowbrisura, cioè le pezze aggiunte alle armi dei cadetti come la mwpabordura, il mwpqlambello, il mwpgbastone scorciato, il mwpwbastone posto in banda, la mwqacotissa, le mwqqstelle, le mwqglune, i mwqwgigli, le mwrarose, i mwrqbisanti, i mwrgplinti, le mwrwruote di speroni, ecc.
• armi caricate,cite-ref-ginanni-2-5[2] quelle alle quali furono aggiunte alcune pezze per celebrare un illustre avvenimento o per concessione
• armi di adozione,cite-ref-ginanni-2-6[2] quelle assunte dall'erede di una casata insieme con l'aggiunta del cognome
• mwuwarmi di alleanza, degli scudi mwvapartiti, mwvqinterzati, mwvginquartati, con quelli di altre famiglie, per matrimonio, ecc. restando sempre l'arma primitiva nel primo quarto, nella prima partitura di destra, in quella del capo o sul tutto
• armi di appannaggio, prese dai figli dei re di Francia e dai principi di sangue reale che prendono i mwwamwwqgigli con diverse brisure, secondo gli appannaggi (Angiò, Orleans, ecc.)
• mwwwarmi di comunità,cite-ref-ginanni-2-7[2] quelle delle repubbliche, delle città, dei comuni, delle province, dei castelli, ecc.
• mwyqarmi di concessione, quelle concesse da sovrani per meriti personali e particolari servigi in aggiunta a quelle originali della famiglia
• mwywarmi di dignità,cite-ref-ginanni-2-8[2] quelle inerenti alla carica o l'ufficio esercitato (armi ecclesiastiche, militari e civili)

• armi di dominio o di feudo o di sovranità,cite-ref-ginanni-2-9[2] derivate da feudi o da domini
• armi diffamate o scaricate,cite-ref-ginanni-2-10[2] quelle che portano l'intero scudo riversato o nel primo un altro scudo rovesciato a testimonianza di fellonia o di totale soppressione dell'onore; o quelle alle quali fu tolta qualche figura onorifica o porzione per castigarne il possessore. Così mweaGiovanni d'Avesnes, avendo ingiuriato sua madre, Margherita di Fiandra, alla presenza del re San Luigi, fu condannato a portare nell'arme il mweqleone nato morto senza lingua, senza unghie e senza coda
• mwewarmi d'inchiestacite-ref-ginanni-2-11[2] o di ricerca, quelle fatte contro le regole del blasone, errate ma non false
• mwgqarmi d'origine,cite-ref-ginanni-2-12[2] quelle portate da certe famiglie per indicare l'origine reale
• armi di padronanza,cite-ref-ginanni-2-13[2] secondo alcuni quelle aggiunte a città di altra città per indicare esser l'una all'altra soggetta; di papi aggiunte a quelle dei cardinali o arcivescovi in segno di sottomissione; secondo altri, forse più propriamente, si dovrebbero definire tali le armi — appartenenti ad una terra, castello o altro dominio — che si aggiungono alle proprie per dimostrare la padronanza su tale terra; prendendo per buona tale accezione, le armi precedentemente descritte dovrebbero più opportunamente essere definite di dipendenza
• armi di parentela o di parentado,cite-ref-ginanni-2-14[2] quelle composte di quarti di più case che si aggiungono all'arme propria che viene posta nel centro dello scudo allo scopo di far conoscere le parentele incontrate coi matrimoni o per dare le prove dei quarti di nobiltà per i cavalieri aspiranti ad ordini supremi
• armi di pretensione,cite-ref-ginanni-2-15[2] quelle assunte o aggiunte di certi feudi o domini sui quali si accampa qualche diritto; tra gli esempi più noti di tale genere di armi, si possono citare il primo quarto delle grandi armi dei mwlqSavoia (oggi portate dai due primi reggimenti granatieri dell'Esercito italiano), nel quale compaiono le armi di Gerusalemme (mwlgd'argento, alla croce potenziata, accantonata da quattro crocette, il tutto d'oro), Lusignano (mwmwfasciato d'argento e d'azzurro di dieci pezzi, al leone attraversante di rosso, armato, lampassato e coronato d'oro), Armenia (mwnad'oro, al leone di rosso, armato e coronato d'argento, lampassato d'azzurro) e Lussemburgo (mwnqd'argento, al leone di rosso, con la coda bifida, decussata e ridecussata), e l'arma di Francia (mwngd'azzurro, a tre gigli d'oro) che fu presente nello mwnwstemma reale del Regno Unito dal 1328 al 1801 a evidenziare le pretese avanzate dai sovrani di Inghilterra sul regno di Francia
• mwoqarmi di sostituzione,cite-ref-ginanni-2-16[2] quelle assunte e già appartenute ad una famiglia che si è estinta
• armi di successione,cite-ref-ginanni-2-17[2] quelle dei regni trasmissibili ai principi ereditari
• armi d'unione,cite-ref-ginanni-2-18[2] quelle riunite di più domini o sovranità
• armi gentilizie o delle famiglie,cite-ref-ginanni-2-19[2] quelle ordinarie delle nobili case

• mwuwarmi parlanticite-ref-ginanni-2-20[2] o mwwacantanti o cifrate o agalmoniche o mwwqalludenti, quelle alludenti al nome di chi le porta. Fra queste meno nobili sono quelle che furono generate dal cognome; assai più nobili quelle che generarono il cognome. Queste sono dette parlanti. Si dicono mwwgsimbolico-parlanti quelle, allusive al cognome, ma assunte per gloriose imprese.
• armi piane o pure o piene,cite-ref-ginanni-2-21[2] quelle composte di un solo smalto
• armi semplici,cite-ref-ginanni-2-22[2] quelle che contengono una sola arma
• armi composte, quelle che contengono varie armi riunite
• armi sociali,cite-ref-ginanni-2-23[2] quelle delle chiese, compagnie ecclesiastiche, capitoli, ordini religiosi, collegi, accademie ed altri istituti, le quali non sono segni di nobiltà ma di sola distinzione
• armi vere e legittime,cite-ref-ginanni-2-24[2] quelle composte secondo le leggi del blasone e dell'arte araldica.

Note

cite-note-11. mw3gmw3wmw4aArme, in Treccani.it., su mw4qtreccani.it.
cite-note-ginanni-22. mwarumwaryGinanni,mwarc pp. 32-36.

Bibliografia

• citerefginanniMarcantonio Ginanni, L'arte del blasone dichiarata per alfabeto, Venezia, Guglielmo Zerletti, 1756.

Voci correlate

• mwasaStemma

Altri progetti

Altri progetti

• Wikizionario

• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «arme»

Collegamenti esterni

• mwascTreccani.it Arme., su treccani.it.